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Uscirà a febbraio!

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uglio 2026!

“Il pane celeste”

  1. Il pane celeste 90%
  2. Mille gradini 90%
  3. Robin - Qui e adesso! 70%
  4. Colore 70%
  5. Universo 10%

  6. In attesa sul binario 40%
  7. La felicità fa paura! 25%

  8. ??? Corona di luce 10% ???
  9. Nzemi 10%

Un concept album fatto di scene, come cortometraggi tagliati dalla luce: Marco di Grigio non guarda il mondo da un balcone, ci sta dentro, nel respiro della città. Sul bus, sul marciapiede della stazione, al banco del mercato, sul bordo della strada, davanti ai cassonetti, davanti alla panetteria nel primo mattino. Sente il motore vibrare, conta i secondi, vede mani che esitano e occhi che hanno disimparato a guardare. Ogni canzone è una porta, sì, ma dietro non c’è un altro universo: c’è la stessa stanza, con la luce che cambia. Dignità nel piccolo, quotidiano come verità, responsabilità come eco, amore senza posa, tempo come un campo che si stringe. Le parole diventano azioni, l’attesa diventa presenza vissuta, la diversità diventa calore, e uno sguardo silenzioso può accendere un coro.
"IL PANE CELESTRE" non è un album che urla. Rimane: come ali su un muro, come pane nella mano, come una canzone che continui a portare dentro, quando il bus è già girato l’angolo. L’innesco del brano titolo e della copertina è stato mio figlio, quando mi ha regalato un pane fatto da lui, dal sapore davvero celestiale.

Ein Konzeptalbum aus Szenen, wie Kurzfilme, aus Licht geschnitten: Marco di Grigio schaut nicht von einem Balkon auf die Welt, er ist darin, im Atem der Stadt. Im Bus, auf dem Bahnsteig der Station, am Tresen des Marktes, am Rand der Straße, vor den Müllcontainern, vor der Bäckerei am ersten Morgen. Er spürt den Motor vibrieren, zählt die Sekunden, sieht Hände, die zögern, und Augen, die verlernt haben zu schauen.
Jeder Song ist eine Tür, ja, doch dahinter ist kein anderes Universum: es ist derselbe Raum, mit dem Licht, das sich ändert. Würde im Kleinen, Alltag als Wahrheit, Verantwortung als Echo, Liebe ohne Pose, Zeit wie ein Feld, das enger wird. Worte werden zu Handlungen, das Warten wird zu gelebter Gegenwart, Vielfalt wird zu Wärme, und ein stiller Blick kann einen Chor entzünden.
"IL PANE CELESTRE" ist kein Album, das schreit. Es bleibt: wie Flügel an einer Wand, wie Brot in der Hand, wie ein Lied, das du innen weiterträgst, wenn der Bus schon um die Ecke gebogen ist. Der Auslöser für den Titelsong und das Cover war mein Sohn, als er mir ein von ihm gebackenes Brot schenkte, das wirklich himmlisch schmeckte.

"Il pane celestre" - Marco di Grigio siede sull’autobus nella prima luce del mattino. Il motore è acceso, si scalda lentamente, un ronzio profondo e paziente. C’è ancora tempo. Intorno a lui altri passeggeri, volti estranei, lo stesso respiro, lo stesso inizio di giornata. Attraverso i finestrini vedono una fila di persone davanti a una panetteria: corpi stanchi, sguardi bassi, uniti dalla fame di pane e di calore. Proprio davanti alla panetteria, sulla parete della casa, si estende un graffito: molte ali d’angelo, chiare, consumate dal quotidiano, una accanto all’altra – e in mezzo un’unica ala scura, storta. Chi è in fila resta lì davanti, senza guardare.

È lo sguardo che cambia qualcosa. Dal silenzio dell’osservare nasce un suono condiviso. Mentre l’autobus aspetta ancora, comincia un canto lieve. Marco non canta da solo: le voci dei passeggeri si uniscono e portano il canto con sé. Il canto diventa lo specchio di ciò che accade fuori. Angeli e diavoli non sono figure, ma stati dell’essere umano. Per un attimo siamo sollevati, quello dopo cadiamo. Speranza e durezza, grazia e colpa restano esposte sul muro, mentre la vita continua. L’autobus parte. La fila continua a respirare, il forno dà il suo pane, la città gira ancora. Le ali restano sul muro. Il canto ne porta il senso.

"Das himmlische Brot" - Marco di Grigio sitzt im ersten Licht des Morgens im Bus. Der Motor läuft, wärmt noch auf, ein tiefes, geduldiges Brummen. Es ist noch Zeit. Um ihn herum andere Fahrgäste, fremde Gesichter, derselbe Atem, derselbe Beginn eines Tages. Durch die Scheiben sehen sie eine Menschenschlange vor einer Bäckerei: müde Körper, gesenkte Blicke, vereint durch Hunger nach Brot und Wärme. Direkt vor der Bäckerei, auf der Hauswand, zieht sich ein Graffiti entlang: viele Engelsflügel, hell und vom Alltag gezeichnet, dicht nebeneinander – und dazwischen ein einzelner dunkler, schiefer Flügel. Die Wartenden stehen davor, ohne hinzusehen. Erst das Sehen verändert etwas. Aus dem stillen Beobachten wächst ein gemeinsamer Klang. Noch während der Bus wartet, beginnt ein leiser Gesang. Marco singt nicht allein – die Stimmen der Fahrgäste nehmen das Lied auf und tragen es weiter. Der Gesang wird zum Spiegel dessen, was draußen geschieht. Engel und Teufel sind keine Figuren, sondern Zustände. Für einen Augenblick sind wir erhoben, im nächsten fallen wir. Hoffnung und Härte, Gnade und Schuld liegen offen an der Wand, während das Leben weiterläuft. Der Bus fährt an. Die Schlange atmet weiter, der Ofen gibt sein Brot, die Stadt dreht sich. Die Flügel bleiben zurück. Das Lied nimmt ihren Sinn mit.

Il pane celeste

MILLE GRADINI

Mille gradini è una canzone sul cammino, non sull’arrivo. Inizia in alto, su una scogliera, dove il vento non chiede niente e il mare non giudica. Da lì lo sguardo torna indietro, non per rimpianto, ma per chiarezza. I mille gradini diventano la misura di una vita non programmata, ma vissuta: vicoli stretti, paesi piccoli, stanze prese in affitto, case chiamate “casa” per bisogno più che per verità. Un passo dopo l’altro, spesso senza sapere dove, ma sempre avanti. Questa canzone parla di una stanchezza che non è vuoto. Di errori che non si cancellano. Di scelte che allora sembravano giuste, perché erano tutto ciò che c’era. Mille gradini non è un bilancio e non è un trionfo. È una pausa. Un punto fermo in cui si capisce che non serve salire ancora, e non serve tornare. Si può restare. Con una chitarra acustica e una voce vicina, senza rumore inutile, rimane spazio per l’essenziale: il respiro, la memoria, e quel “Ti amo” finale che non è una scena, ma un consenso silenzioso al proprio percorso.

Mille gradini (Tausend Stufen) ist ein Lied über den Weg, nicht über das Ankommen. Es beginnt oben, an einer Klippe, wo der Wind nichts fordert und das Meer nicht urteilt. Von dort fällt der Blick zurück – nicht aus Reue, sondern aus Klarheit. Die tausend Stufen stehen für ein Leben, das nicht geplant, sondern gegangen wurde: durch enge Gassen, kleine Orte, gemietete Zimmer, falsche Zuhause. Schritt für Schritt, oft ohne zu wissen wohin – aber immer weiter. Dieses Lied erzählt von Müdigkeit, die nicht leer ist. Von Fehlern, die nicht widerrufen werden. Von Entscheidungen, die sich damals richtig anfühlten, weil sie alles waren, was man hatte. Mille gradini ist keine Abrechnung und kein Triumph. Es ist ein Innehalten. Ein Moment, in dem man erkennt: Man muss nicht weiter hinauf. Man muss nicht zurück. Man darf stehen bleiben. Akustisch reduziert, getragen nur von Stimme und Gitarre, bleibt Raum für das Wesentliche: den Atem, die Erinnerung, das stille „Ti amo“ am Ende – nicht als Liebesgeständnis, sondern als Einverständnis mit dem eigenen Weg.

Robin riempie ogni stanza con la sua gentilezza, con il suo splendore: "ROBIN – QUI E ADESSO". Robin non ha bisogno di grandi parole. Lui c’è. E quando ti sorride, una stanza cambia. Robin non vive nel “dopo”. Robin vive adesso. Mentre noi facciamo piani e impiliamo paure, lui resta nel momento come una roccia tranquilla. Non può parlare, ma capisce: gli umori, le pause, il tremito nascosto dietro una frase. Non ascolta solo con le orecchie, ma con tutto ciò che in lui è sveglio. Il suo sorriso non è un dettaglio, è una forza: silenziosa, limpida, incorruttibile. Questa canzone racconta una vita che non deve essere spiegata per essere profonda. Robin partecipa. Si accorge quando qualcuno non sta bene. Non risponde con le parole, ma con la presenza. Quando ci perdiamo nelle preoccupazioni, ci riporta indietro senza chiedere nulla: uno sguardo, un sorriso, e all’improvviso è di nuovo adesso"ROBIN – QUI E ADESSO" parla anche di veglia. Di notti che non dormono. Di un respiro che va custodito. Di una responsabilità ventiquattr’ore su ventiquattro. Non per paura, ma per amore. Un amore che resta quando lo spazio si stringe. Un amore che lascia la luce accesa. Settantquattro volte Robin è stato sulla soglia tra la vita e la morte. Non con rumore. Non con grida di battaglia. È rimasto nel silenzio. Sempre di nuovo.
Un leone non per la forza, ma per la perseveranza. Non solo un leone sotto le stelle, ma un leone nel cuore, ogni giorno. Questa canzone non dimentica la madre. Una madre che già prima della nascita di Robin sapeva chi sceglieva. In un sogno, una voce le chiese quale bambino volesse. Lei indicò quello seduto, quello silenzioso, quello diverso. Quando le dissero che era disabile, rispose: Non importa. Questo bambino brilla più di tutti gli altri. E racconta anche di un patrigno che resta. Non per dovere, ma per amore. Orgoglioso. Grato. Felice. Un figlio del cuore. "ROBIN – QUI E ADESSO" non è una canzone triste. È una canzone di gioia, di rispetto e di ammirazione. Una canzone su una vita che ci tiene con i piedi per terra. Una canzone che ricorda: A volte, la cosa più grande che una persona possa dare è semplicemente esserci, davvero.

Grazie per ogni secondo con te, Robin.

ROBIN - QUI E ADESSO!

Robin füllt jeden Raum mit seiner Freundlichkeit, mit seinem Strahlen: "ROBIN – HIER UND JETZT".
Robin braucht keine großen Worte. Er ist da. Und wenn er dich anlächelt, wird ein Raum anders.

Robin lebt nicht später. Robin lebt jetzt. Während wir Pläne schmieden und Angst stapeln, bleibt er im Moment stehen wie ein ruhiger Fels. Er kann nicht sprechen, doch er versteht: Stimmungen, Pausen, das Zittern hinter einem Satz. Er hört nicht nur mit Ohren, sondern mit allem, was in ihm wach ist.

Sein Lächeln ist kein Detail, sondern eine Kraft: leise, klar, unbestechlich. Dieses Lied erzählt von einem Leben, das nicht erklärt werden muss, um tief zu sein. Robin nimmt Anteil. Er merkt, wenn es jemandem nicht gut geht. Er antwortet nicht mit Worten, sondern mit Präsenz. Wenn wir uns in Sorgen verlieren, holt er uns zurück, ohne etwas zu verlangen: ein Blick, ein Lächeln, und plötzlich ist wieder Jetzt"ROBIN – QUI E ADESSO" erzählt auch von Wachsein. Von Nächten, die nicht schlafen.
Von Atem, der bewacht werden muss. Von Verantwortung rund um die Uhr. Nicht aus Angst, sondern aus Liebe. Liebe, die bleibt, wenn es eng wird. Liebe, die Licht anlässt. Vierundsiebzig Mal stand Robin an der Schwelle zwischen Leben und Tod. Nicht mit Lärm. Nicht mit Kampfgeschrei. Er blieb im Stillen. Immer wieder. Ein Löwe nicht durch Stärke, sondern durch Beharrlichkeit. Nicht nur ein Löwe unter den Sternen, sondern ein Löwe im Herzen, jeden Tag. Dieses Lied vergisst die Mutter nicht. Eine Mutter, die schon vor Robins Geburt wusste, wen sie wählt. In einem Traum fragte eine Stimme sie, welches Kind sie haben wolle. Sie zeigte auf das sitzende, das stille, das andere. Als man ihr sagte, es sei behindert, antwortete sie: Das spielt keine Rolle. Dieses Kind strahlt heller als alle anderen.

Und es erzählt von einem Stiefvater, der bleibt. Nicht aus Pflicht, sondern aus Liebe. Stolz. Dankbar. Glücklich. Ein Sohn des Herzens. "ROBIN – QUI E ADESSO" ist kein trauriges Lied. Es ist ein Lied der Freude, des Respekts und der Bewunderung. Ein Lied über ein Leben, das uns erdet. Ein Lied, das erinnert: Manchmal ist das Größte, was ein Mensch geben kann, einfach da zu sein, ganz.

Danke für jede Sekunde mit dir, Robin."

Colore

Inizia con un battito: legno, mano, levare. Un groove che non spinge, ma unisce. COLORE parla di diversità: opinioni, vestiti, fedi, lingue. Non come separazione, ma come movimento vivo. Nel ritornello, il colore diventa metafora. Non superficie, ma vita, cambiamento, mescolanza. E in mezzo a tutto questo vale una cosa: anche se siamo così diversi, cantare significa trovare gioia e trovare amici. La voce apre uno spazio dove gli estranei si avvicinano. Il reggae porta la canzone calda e radicata. La chitarra guida, i tamburi rispondono, il chorus invita come una mano aperta. Forse Dio ama il mondo proprio per questo:
perché respira. In ogni colore.

Es beginnt mit einem Puls: Holz, Hand, Offbeat. Ein Groove, der nicht drängt, sondern verbindet.

COLORE erzählt von Vielfalt: Meinungen, Kleidung, Glauben, Sprachen. Nicht als Trennung, sondern als lebendige Bewegung. Im Refrain wird Farbe zur Metapher. Nicht Oberfläche, sondern Leben, Wandel, Mischung. Und mitten in all dem gilt: Obwohl wir so verschieden sind, bedeutet Singen, Freude zu finden und Freunde zu finden. Die Stimme öffnet einen Raum, in dem Fremde näher rücken. Der Reggae trägt das Lied warm und erdig. Die Gitarre führt, die Trommeln antworten, der Chorus lädt ein wie eine offene Hand.

Vielleicht liebt Gott die Welt genau deshalb: weil sie atmet. In jeder Farbe.

Universo

Universo è una canzone sul dubbio che non distrugge, ma rende onesti. Parla di un uomo che ama profondamente, ma che si conosce abbastanza da non credere subito di poter essere davvero scelto. Non mette in discussione l’amore dell’altro. Mette in discussione se stesso. Il movimento nel brano non è fuga, ma un camminare lento: passo dopo passo, senza risposte, senza promesse, con la sola decisione di non restare fermo. L’universo non è un dio né un giudice. È uno spazio più grande del dubbio, in cui l’amore può avere senso anche quando non tutto è chiaro. Mio astro parla di fiducia senza garanzia, di amore come scelta quotidiana, e del coraggio di lasciarsi andare pur tremando.

Universo ist ein Lied über Zweifel, der nicht zerstört, sondern ehrlich macht. Es erzählt von einem Mann, der liebt, aber sich selbst gut genug kennt, um nicht sofort glauben zu können, dass er wirklich gemeint ist. Er stellt die Liebe des anderen nicht infrage. Er stellt sich selbst infrage. Die Bewegung im Lied ist keine Flucht, sondern ein langsames Gehen: Schritt für Schritt, ohne Antworten, ohne Versprechen, mit der einzigen Entscheidung, nicht stehen zu bleiben. Das Universum ist kein Gott und kein Richter. Es ist ein Raum, größer als der Zweifel, in dem Liebe Sinn haben darf, auch wenn nicht alles verstanden ist.

Mio astro handelt von Vertrauen ohne Garantie, von Liebe als täglicher Entscheidung und vom Mut, sich fallen zu lassen, selbst wenn man zittert.

In attesa sul binario

“In attesa sul binario” è una canzone di nostalgia, amore e pura gioia dell’attesa. Racconta quel momento sospeso in cui il cuore accelera anche se il corpo resta fermo: un marciapiede, un mazzo di fiori, e la sensazione improvvisa di tornare ragazzi. Il tempo si allunga, ogni suono diventa significativo, e la luce sembra più calda solo perché stai per rivederla.

L’attesa è piena di battiti nel petto, di pensieri che corrono avanti, di sorrisi che scappano da soli. Un incontro di sguardi con un altro ragazzo con i fiori dice tutto senza parole: certi sentimenti sono universali. Qui aspettare non è perdere tempo, ma viverlo, respirarlo, sentirlo fino in fondo.

Al centro non c’è solo l’arrivo del treno, ma l’attimo prima: quel respiro profondo, quel “ci siamo” che nasce dentro. Nella parte più intima affiora la gratitudine, come un primo incontro che si ripete dopo anni. E quando finalmente il treno arriva, il binario non è più un luogo di ritardo: diventa un punto di partenza, con i fiori in mano e la certezza che l’amore, quando è vero, sa ancora far tremare il cuore.

„In attesa sul binario“ ist ein Lied über Sehnsucht, Liebe und Vorfreude. Es fängt diesen besonderen Zustand ein, in dem das Herz schneller schlägt, obwohl man stillsteht. Ein Bahnsteig wird zum inneren Raum, in dem Sekunden länger dauern und jedes Geräusch bedeutungsvoll wird. Mit Blumen in der Hand und einem Lächeln, das man kaum zurückhalten kann, steht ein Mann zwischen Erwachsensein und dem Gefühl, wieder jung zu sein.

Die Wartezeit ist erfüllt von Herzklopfen und leiser Hoffnung. Ein Blick, ein Gedanke, ein fremder Mensch mit demselben Ziel. Alles erinnert daran, wie stark Liebe sein kann, selbst nach vielen Jahren. Die Schienen scheinen zu singen, die Welt wirkt heller, und das Warten wird zu einem Moment voller Leben.

Im Zentrum des Liedes steht nicht das Ankommen, sondern das Gefühl davor: dieses tiefe Einatmen, wenn man weiß, gleich ist es so weit. Dankbarkeit, Nähe und das Staunen darüber, dass Liebe bleibt. Am Ende wird der Bahnsteig zum Startpunkt einer gemeinsamen Reise. Mit Licht im Herzen, Blumen in der Hand und der Gewissheit, dass manche Augenblicke genau deshalb so kostbar sind, weil man sie erwartungsvoll erlebt.

La felicità fa paura!

“LA FELICITÀ FA PAURA” è un monologo interiore intimo sulla paura silenziosa che nasce quando, finalmente, tutto sembra andare bene. Il narratore si trova dentro un momento di calma e pienezza, ma invece di rilassarsi sente le mani tremare, perché la felicità vera rende vulnerabili. Quando qualcosa è autentico e dura, all’improvviso c’è molto da perdere. Il ritornello riassume l’idea centrale: la felicità fa paura proprio perché è preziosa. Arriva senza avvisare, resta nel silenzio, ti chiede di rimanere aperto e senza difese, e rende impossibile scappare. Non è una storia d’amore né un dramma: è una riflessione adulta sul rispetto per ciò che è fragile quando sembra perfetto. Alla fine il narratore sceglie comunque di restare: continua a guardare la felicità e rimane lì, anche se trema.

Der Song „LA FELICITÀ FA PAURA“ erzählt von einem Moment, in dem eigentlich alles gut ist, und genau deshalb entsteht eine leise Angst. Der Ich-Erzähler steht mitten im Licht: Das Leben wirkt ruhig, vollständig, beinahe perfekt. Aber statt sich fallen zu lassen, spürt er, wie seine Hände zittern. Nicht aus Traurigkeit, sondern aus dem Wissen, dass echtes Glück verletzlich macht. Wenn etwas wahr ist und bleibt, hat man plötzlich viel zu verlieren. Im Refrain wird das Leitmotiv klar: Glück macht Angst, weil es kostbar ist. Es kommt ohne Vorwarnung, bleibt im Stillen, fordert Nähe und Ehrlichkeit, und zwingt einen, dazubleiben ohne Schutz. Der Song ist kein Drama und keine Liebesgeschichte, sondern ein erwachsener innerer Monolog über Respekt vor dem Zerbrechlichen. Am Ende entscheidet sich der Erzähler trotzdem fürs Bleiben: Er schaut das Glück weiter an, bleibt da, auch wenn er zittert.

Corona di luce

NZEMI